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Bonus e cessione del credito d'imposta

Ecco come la cessione del credito d'imposta può agevolare la ripresa del nostro Paese

Articolo di Lorenzo Tagliavanti, Presidente InfoCamere

pubblicato nel numero di luglio 2021 di 

All’inizio della pandemia nei bilanci delle imprese italiane erano iscritti crediti verso lo Stato per un valore prossimo ai cinquanta miliardi di euro.
In una fase come questa, in cui i numeri occupano le pagine dei giornali e della Rete, uno in più può servire a ragionare sulla grande opportunità di ripensare il nostro sistema di imposizione fiscale per ricostruire un rapporto più solidale tra Stato e contribuenti, in particolar modo tra Stato e imprese.
Per far fronte agli enormi danni provocati dalla pandemia il governo italiano è intervenuto con diversi provvedimenti legislativi a supporto di imprese e professionisti (Cura Italia, Rilancio e Semplificazione, per citarne alcuni). Uno in particolare, il cosiddetto decreto Rilancio, ha introdotto una grande novità per milioni di cittadini italiani, sotto forma di un inedito incentivo: il “superbonus 110%”, destinato a promuovere il rilancio di uno dei settori economici più trainanti dell’economia del Paese, quello dell’edilizia privata.
Più ancora dell’entità dell’incentivo, però, ciò che può avere effetti davvero profondi sulla ripresa dell’economia è la possibilità di optare per la cessione del credito di imposta generato dagli interventi incentivati, estesa per di più anche alle altre tipologie di bonus esistenti (ecobonus ordinario, sisma bonus, bonus ristrutturazioni, bonus facciate). Se a questa si aggiunge la possibilità di cedere nuovamente un credito dopo averlo acquistato, si comprende la straordinaria leva che questa misura può generare per l’aumento della liquidità nelle tasche di cittadini e imprese e, di conseguenza, per il rilancio dei consumi delle famiglie e del fatturato delle imprese.
Tra queste, le più piccole si sono trovate impreparate a cogliere le opportunità dei nuovi incentivi per via della complessità dell’iter necessario per giungere alla cessione del credito.
Proprio quelle che più hanno bisogno di rimettersi in moto dopo un prolungato stop forzato.
Basti pensare che, delle 830mila imprese edili esistenti in Italia al 31 marzo scorso, il 92% non supera i cinque addetti.
È pensando soprattutto a queste realtà, le più numerose e diffuse sul territorio, che le camere di Commercio per il tramite di InfoCamere – la società del sistema camerale per l’innovazione digitale – hanno realizzato la piattaforma SiBonus.
Un servizio online dedicato a favorire l’incontro tra domanda e offerta dei crediti fiscali generati da tutti gli incentivi in tema di edilizia privata, in modo sicuro, semplice e affidabile.
I primi scambi sono partiti a febbraio e, in poco tempo, il portale ha visto lievitare l’interesse degli operatori grazie ad alcuni punti di forza.
Anzitutto la garanzia di terzietà (l’iniziativa è delle camere di Commercio, dunque è a carattere istituzionale), poi il fatto che il prezzo è quello stabilito dal cedente, infine la velocità di incasso della liquidità (per le seconde cessioni, quelle riferite a crediti già disponibili nel cassetto fiscale del cedente, la durata media delle transazioni oscilla tra i sette e gli undici giorni a seconda della tipologia di bonus).
Per superare la devastante onda della pandemia, il sistema imprenditoriale – soprattutto quello di più piccole dimensioni come nel caso dell’edilizia – ha bisogno di azioni concrete e a impatto immediato. La leva della cessione dei crediti d’imposta può mettere in moto risorse importanti, restituendo vitalità a un comparto essenziale per la ripresa del Paese e, soprattutto, può aprire la strada a una riforma del sistema fiscale che porti lo Stato a farsi concretamente alleato del sistema imprenditoriale.

 

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