Il mondo in surplace

I numeri non bastano a spiegare un anno straordinario

Articolo di Paolo Ghezzi, Direttore Generale InfoCamere, pubblicato sul Corriere Imprese Nordest

 

Tra le tante cose per cui l’anno della pandemia sarà ricordato ce n’è una che sollecita in modo particolare l’attenzione di chi studia le dinamiche d’impresa: la capacità dei numeri e delle loro statistiche di restituire una lettura accurata e tempestiva dei fenomeni, per prevederne l’evoluzione e affrontarli con politiche appropriate.
Da questo punto di vista, il Covid-19 ha creato una frattura che nemmeno la grande crisi del 2009 (e la successiva ricaduta del 2013-14) aveva prodotto. Il grado di incertezza suscitato dalla pandemia si sta rivelando di una scala diversa rispetto agli shock finanziari che i modelli econometrici sono abituati a misurare. In particolare per un sistema economico “polverizzato” come quello italiano, caratteristico di alcune aree geografiche come nel caso del Nord-Est.
In Italia, uno dei “sensori” più autorevoli per la rilevazione dei segnali economici che arrivano dai territori è il Registro delle Imprese gestito dalle Camere di Commercio ed attestato nel datacenter nazionale di InfoCamere.
Rilevando quotidianamente le attività amministrative delle imprese, nel 2020 il Registro ha colto un forte rallentamento dei flussi di entrata e uscita di imprese dal tessuto economico, in risposta alle diverse fasi della pandemia.
Nella traversata del 2020 il Nord-Est ha mantenuto sostanzialmente inalterata la propria struttura produttiva, mostrando alcuni primi segnali di “adattamento plastico” al contesto emergenziale. In alcuni settori, le condizioni di mercato determinate dalla pandemia o da provvedimenti normativi favorevoli hanno offerto nuove opportunità (come per le costruzioni - sulla spinta del superbonus - o per le attività di consulenza e direzione aziendale); in altri (come commercio, agricoltura, turismo), gli effetti negativi del lockdown sono stati più sensibili. Ma, nel complesso, la foto di fine anno risulta sfocata.
Analizzando i dati mensili delle iscrizioni al Registro, già a marzo si colgono gli effetti della crescente incertezza tra gli imprenditori (-21% rispetto allo stesso mese del 2019). Con i mesi estivi, il flusso di nuove imprese si riporta su livelli più normali, per poi subire una nuova contrazione nell’ultimo scorcio dell’anno (-12%).
Sul fronte opposto, le aspettative sui ristori promessi dal governo hanno caratterizzato parallelamente le chiusure, segnate anch’esse da un trend in rallentamento.
Si è dunque determinata una sorta di “surplace” che ha pesato per circa un quinto sulla vitalità del sistema imprenditoriale, suggerendo a molti commentatori una grande cautela nell’interpretare i dati. Solo alla scadenza dei provvedimenti emergenziali per imprese e lavoratori si potrà capire cosa resta realmente sulla sabbia dopo il passaggio di questo vero e proprio tsunami economico.
La crescente disponibilità di dati puntuali è certamente un fattore determinante per comprendere meglio i fenomeni economici e sociali ma, da soli, i dati non bastano. L’aumento delle variabili da considerare e la loro complessità sono una sollecitazione forte affinché organizzazioni imprenditoriali, istituzioni e mondo della ricerca si sentano chiamate a collaborare ancora di più per spostare in avanti il confine delle conoscenze nel dominio dei Big Data, sviluppando e condividendo le competenze necessarie per estrarne informazioni utili ad elaborare policy pubbliche più efficaci. Con alcune avvertenze.
Ad esempio, l’approccio predittivo non può limitarsi ai soli aggregati economico-finanziari ma deve sforzarsi di intercettare le implicazioni sociali legate alla struttura fortemente "micro" del nostro tessuto imprenditoriale (da cui una forte dipendenza di milioni di famiglie dal reddito generato dalle imprese individuali) e "invisibile" dalla sola analisi dei bilanci. In più, le specificità settoriali richiedono letture verticali, da affrontare affiancando ai dati e agli strumenti le competenze di dominio indispensabili per coglierne il valore.
A beneficio degli addetti ai lavori, i dati del Registro delle imprese sulla demografia imprenditoriale nel 2020 restituiscono alcuni effetti visibili della crisi innescata dalla pandemia. Ancorché parziale, la loro vista restituisce al microscopio la trama più aggiornata del tessuto imprenditoriale del territorio e rappresenta la base di partenza indispensabile da cui muoversi per comporre - integrando ulteriori fonti e competenze - un puzzle che, al momento, resta ancora privo di molte e fondamentali tessere.

Guarda l'infografica, realizzata da InfoCamere, sulla situazione delle imprese del Nordest nel 2020.

 

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