Le localizzazioni estere delle imprese del Nordest

Servizi, industria, costruzioni: le (quasi) 600 insegne del Nordest che hanno stabilito un presidio all'estero

Articolo a cura del Data Science Team di InfoCamere uscito sul Corriere Imprese Nordest del 12-10-2020

In un sistema economico come quello del Nordest, caratterizzato da un’elevata apertura internazionale e da una forte interdipendenza commerciale con le principali economie avanzate, la diffusione del coronavirus ha determinato una marcata contrazione dei flussi commerciali di prodotti da e per l’estero.

Al momento non si ravvisano perdite di posizione per le imprese italiane che hanno partecipazioni di controllo in società estere, una delle modalità più diffuse per costruire oltre confine un presidio sui mercati più pregiati. Ma anche un trampolino di lancio per sviluppare accordi produttivi e/o commerciali con realtà imprenditoriali di respiro internazionale attraverso cui affermare e consolidare una posizione competitiva all’estero.

Sulla base degli ultimi dati Istat, le imprese estere controllate da multinazionali italiane sono 23.727, occupano quasi 1,8 milioni di addetti e fatturano oltre 538 miliardi, di cui quasi il 30% deriva da vendite su mercati diversi da quello di localizzazione. Gli Stati Uniti detengono il primato di principale paese di localizzazione degli investimenti italiani all’estero, seguito dal Brasile e Cina, che superano Romania e Germania.

Ma la presenza estera mediante investimenti diretti nel capitale societario non è l’unica modalità adottata dalle imprese italiane per presidiare i mercati internazionali. Alcune scelgono di aprire un’unità secondaria oltre confine, solitamente come ufficio di rappresentanza oppure come filiale. In entrambi i casi si tratta di unità senza autonomia giuridica rispetto alla casa madre e pertanto rappresentano le modalità di insediamento all’estero più semplici, certamente meno diffuse, ma con una componente identitaria più forte in termini di riconoscibilità del brand italiano all’estero.

Partendo dai dati del Registro Imprese, proviamo a tracciare un quadro aggiornato di questo particolare fenomeno.

Naviga la dashboard interattiva sulle localizzazioni estere delle imprese del Nordest, sviluppata dal Data Science Team di InfoCamere a partire dai dati del Registro Imprese

A fine 2019 risultano 3.380 localizzazioni estere dichiarate dalle imprese italiane, di cui 568 hanno la sede d’impresa nel Nordest (17%).
Con 350 localizzazioni è il Veneto ad avere il primato, seguito dal Friuli Venezia Giulia con 152 e dal Trentino Alto Adige con 66. Considerando la vocazione estera, è il Friuli Venezia Giulia a guidare con 64 localizzazioni estere ogni 10.000 registrate, davanti al Veneto, che ne conta 33 e il Trentino Alto Adige che chiude con 25.

Analizzando il dettaglio settoriale, quasi il 56% delle localizzazioni estere operano nel comparto dei servizi, il 21% si concentrano nell’industria in senso stretto e il 16% fa riferimento alle costruzioni.

L’emergenza sanitaria sta obbligando il sistema imprenditoriale del Nordest a ridefinire le strategie competitive e i rapporti commerciali con l’estero, allo scopo di mantenere integre le filiere produttive, nell’interesse di clienti e fornitori. Sarà interessante monitorare nei prossimi mesi non solo l’evoluzione delle società controllate estere, ma anche la propensione verso forme più leggere di presenza, per capire in anticipo quali modelli si stiano consolidando e come intercettarne al meglio le esigenze in termini di servizi e assistenza da parte della pubblica amministrazione e delle stesse organizzazioni imprenditoriali. 

Guarda l'infografica sulle localizzazioni delle imprese del Nordest all'estero

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