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Blockchain e politiche pubbliche

Come impatteranno le nuove tecnologie blockchain sul ruolo e il funzionamento del settore pubblico?

Leggi l'articolo di Paolo Ghezzi, Direttore Generale InfoCamere, su 

 

 

Negli ultimi anni molte ricerche, studi internazionali, sperimentazioni e progetti hanno indicato le tecnologie blockchain e i registri distribuiti quale possibile nuovo driver di trasformazione non solo dei sistemi economici e produttivi ma anche del ruolo e del funzionamento delle organizzazioni del settore pubblico, promettendo un rapporto più trasparente con cittadini e imprese attraverso una maggiore efficacia ed efficienza nell’erogazione dei servizi.
Sviluppare una visione su come queste tecnologie possano cambiare le modalità in cui le istituzioni governative e amministrative gestiscono le informazioni e i processi sta alla base della costruzione di una strategia programmatica.

 

Le opportunità della blockchain nella fornitura di servizi pubblici

L’opportunità potenziale è l’abilitazione di un futuro in cui la fornitura di servizi pubblici sia più vicina alla persona e alle imprese, creando delle condizioni di maggior sviluppo e integrazione economica e sociale.
I cosiddetti smart contract si candidano quali strumenti adatti a portare miglioramenti sostanziali in termini di conformità, uniformità, standardizzazione ed implementazione della catena di responsabilità. Trattandosi di tecnologie ancora in fase di completamento del proprio ciclo di sviluppo, è fondamentale maturare degli elementi di valutazione delle diverse opzioni disponibili in quanto a paradigma di adozione, considerando gli specifici obiettivi dei relativi ambiti di applicazione.
Temi quali privacy, sicurezza, solidità e scalabilità diventano ancor più centrali e strategici quando la loro contestualizzazione avviene in ambiti di investimento pubblico; è pertanto necessario comprendere come la tecnologia sia lo strumento di implementazione di un modello che porta un effetto di trasformazione con implicazioni etiche e sociali.

 

Governance e regolamentazione per la blockchain nel settore pubblico

Una governance e una regolamentazione efficaci saranno inevitabilmente i presupposti fondamentali per l’implementazione di nuovi paradigmi di amministrazione.
Il governo di modelli decentralizzati richiede policy stabilite dai partecipanti, nella salvaguardia dei loro interessi ma nel rispetto di un ordinamento che rappresenti un quadro normativo stabilito per garantire gli interessi più ampi della società. Una delle sfide in questo contesto consiste nel trovare un equilibrio che consenta di tutelare tutti i soggetti, evitando allo stesso tempo di limitare l’innovazione con sovrastrutture troppo rigide. Si pensi, ad esempio, all’opportunità di sfruttare le potenziali interazioni tra codice legale e tecnico: l’amministrazione potrebbe quindi essere esercitata attraverso una combinazione di questi due elementi, nel presupposto di piena aderenza ad un adeguato dettato regolamentare.
Le procedure della PA, del sistema economico e sociale richiedono certezza ed efficienza nelle transazioni informative e monetarie, che sempre più avvengono in modalità digitale. In questo contesto possono essere valutate diverse ipotesi di utilizzo di tecnologie “a registri distribuiti”, che aprono interessanti scenari per nuove forme di cooperazione. La blockchain, infatti, nelle sue diverse declinazioni, si pone come possibile infrastruttura in grado di consentire l’integrazione tra sistemi e registri; modelli decentralizzati abilitano nuove opportunità di realizzazione di asset informativi pubblici, nei casi in cui non sia possibile individuare (o perfino opportuno) un unico soggetto responsabile per competenza e coerenza di mandato rispetto alle proprie funzioni istituzionali o amministrative.

 

Blockchain e settore pubblico: i modelli decentralizzati

Nella vigente struttura normativa e organizzativa, i pubblici registri costituiscono la fonte primaria di certificazione dei dati dei soggetti ad esso iscritti, uno dei pilastri del sistema di tutela giuridica dei diritti individuali e collettivi.
I modelli decentralizzati si candidano a portare reale valore solo nei casi o contesti in cui l’insieme di più contributi possa costituire una nuova o più completa fonte nazionale di dati pubblici per un determinato settore o ambito di riferimento.
In questi scenari le condizioni che ne possono suggerire l’applicazione sono principalmente l’assenza di un unico soggetto regolatore, quale responsabile dell’accesso e della modifica del dato, e valutazioni di sostenibilità economica sull’utilizzo del paradigma di interoperabilità così abilitato.
In generale, i benefici appaiono rilevanti nel sostegno alla certezza del valore informativo e transazionale, assicurando la reperibilità di dati con piena validità giuridica e protetti da meccanismi che ne tutelano l’inalterabilità; si tratta quindi di progettare un percorso di trasformazione compatibile con il modello giuridico di riferimento, garantendo la catena delle responsabilità ed il sistema delle tutele.
Le tecnologie a registri distribuiti risultano quindi particolarmente promettenti per abilitare la possibilità di interconnessione tra fonti certificative non solo a livello nazionale ma anche transfrontaliero, considerando basi di dati e informazioni quali imprescindibili fattori per la crescita dei sistemi sociali ed economici globali.


L’European Blockchain Service Infrastructure (EBSI)

In questa prospettiva va collocata l’iniziativa di creazione della European Blockchain Service Infrastructure (EBSI), azione congiunta della Commissione europea e del partenariato europeo Blockchain (EBP) per fornire servizi pubblici transnazionali a livello dell’UE utilizzando le tecnologie blockchain.
Periodi di difficoltà e di incertezza, come quelli che stiamo attraversando in questi mesi, possono essere trasformati in occasioni per introdurre degli elementi di discontinuità che si candidano quali fattori decisivi per una visione programmatica di ripresa e sviluppo (naturale appare un richiamo al PNRR).
È necessario quindi affrontare resistenze culturali (e a volte ideologiche) che spesso ostacolano l’ingresso di nuove tecnologie, tramutandole in opportunità concrete di trasformazione attraverso delle progettualità di sistema per generare nuove prospettive di valore per cittadini e imprenditori.

 

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Come cambia il turismo

L’effetto Covid riporta il turismo agli anni ‘70
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Il Veneto vuole tornare locomotiva

La regione è pronta a ripartire dopo l'emergenza sanitaria

La prima regione, assieme alla Lombardia, ad essere stata investita dalla crisi del Covid vuole essere la prima ad attivare la ripresa e a recuperare il terreno perso nel mesi del lockdown.

Guarda la tabella con i dati InfoCamere sulle imprese del Veneto, pubblicato su 

 

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InfoCamere per "m'illumino di meno"

L’iniziativa di "Caterpillar" (Rai Radio 2) dedicata alla sostenibilità

La sostenibilità è un valore che guida l’attività di InfoCamere sin dalla sua nascita e che oggi rappresenta un importante driver per lo sviluppo dell’azienda.
 L’approccio “green” alle tecnologie e alle infrastrutture, l’organizzazione sostenibile dei luoghi di lavoro, la capacità di sviluppare servizi innovativi nell’ottica dell’ottimizzazione delle risorse e della limitazione degli sprechi, sono tratti identitari di InfoCamere e del suo modo di operare.

Per questo InfoCamere parteciperà alla campagna “m'illumino di meno 2020” della trasmissione "Caterpillar" di Radio RAI DUE.
Oltre a chiedere ai propri ascoltatori di spegnere le luci non indispensabili e ripensare i consumi, ogni anno l’iniziativa propone un tema legato alla sostenibilità: Il 2020 è dedicato ad aumentare il numero degli alberi, delle piante e in generale ad incrementare il verde intorno a noi.

In quest’ottica, il 6 marzo InfoCamere arricchirà di alberi e piante tutte le sue sedi (Bari, Milano Padova e Roma) e ha proposto alle persone che lavorano in azienda di fare lo stesso piantando - in casa o in giardino - un albero, una pianta o un fiore (vedi gallery a piè pagina).
Un piccolo gesto per contribuire alla creazione di un mondo sempre più sostenibile e dare simbolicamente corpo all’albero - segno di vita, solidità e continua rinascita - che rappresenta il logo di InfoCamere.

 

svilupposostenibile

Superbonus: al via SiBonus

SiBonus è la piattaforma del sistema camerale per la cessione del credito di imposta

SiBonus è la piattaforma delle Camere di Commercio, realizzata da InfoCamere, che consente alle PMI e ai titolari di crediti fiscali di cederli per ricavare liquidità immediata, dando modo ai soggetti interessati al loro acquisto di valutare le diverse opportunità e completare la transazione in modo sicuro, semplice e affidabile.

Approfondisci su 

servizidigitali

Il digitale unisce imprese e PA

Giovedì 15 aprile Terzo Digital talk sull’economia del futuro insieme a Corriere Veneto e Fondazione Comunica.

Semplificare, semplificare e ancora semplificare. A maggior ragione se si possono sfruttare le potenzialità che gli strumenti tecnologici ormai di uso quotidiano ci mettono a disposizione.

Partendo da questa prospettiva, tornano in settimana i Digital talk di Corriere Imprese, le conversazioni in diretta streaming sul sito del Corriere del Veneto a proposito della nuova era digitale che si è spalancata davanti a chiunque voglia fare impresa.

Tema dell'incontro: “Servizio pubblico e digitale”, ovvero come cambia – e, possibilmente come migliora – il rapporto tra il mondo delle imprese e la Pubblica amministrazione, grazie agli strumenti di uso ormai comune introdotti dall’evoluzione dell’ICT.

Leggi l'articolo di Corriere Imprese Nordest

 

 

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Imprese, una su quattro innova

Nonostante la pandemia le imprese non hanno smesso di innovare

Più di una impresa su quattro in Italia non ha rinunciato a fare investimenti per l'innovazione nel 2020, nonostante la pandemia.
Per molte aziende innovare si è rivelato spesso il metodo migliore per affrontare un anno complesso come quello appena passato.
È quanto è emerso dall'indagine di Sicamera e InfoCamere su oltre 32mila imprese nell'ambito del progetto Sisprint condotto da Unioncamere e dall'Agenzia per la Coesione territoriale.

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La sede di Bari compie 20 anni

La sede InfoCamere di Bari, fondata nel marzo 2001, ha raggiunto le 110 unità: la metà è nata negli anni Ottanta e Novanta

Nata a marzo 2001, la sede InfoCamere di Bari festeggia quest’anno il suo ventennale. La sede, trasferita nel 2019 nel padiglione 103 della Fiera del Levante, in un open space ecosostenibile di 1200 mq, conta oggi 110 persone, la metà delle quali nata tra gli anni Ottanta e Novanta.

“A distanza di vent’anni, in continua crescita sul territorio barese – ha dichiarato il Presidente di InfoCamere Lorenzo Tagliavanti - quella scommessa si è dimostrata vincente, al punto da essere diventata parte integrante dell’azienda madre con la missione di contribuire a sostenere l’impegno del sistema camerale italiano nella realizzazione di servizi per la digitalizzazione del Paese”.

Approfondisci con l’articolo di 

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innovazione

Un cassetto digitale anti burocrazia

InfoCamere porta i servizi sullo smartphone

 

Intervista di Letizia Magnani a Paolo Ghezzi, Direttore Generale InfoCamere, pubblicata il 22 marzo 2021 su  

Uno dei problemi dell'Italia è la burocrazia. Eppure, l'ultimo anno ha insegnato a tutti quanto l'innovazione e la tecnologia a portata di smartphone possano essere risolutive e importanti per vivere meglio.
Per questo da anni InfoCamere, società delle Camere di Commercio italiane per l'innovazione digitale, che gestisce tra l'altro il Registro delle Imprese, ha messo a punto una WebApp che permette agli imprenditori di avere documenti utili letteralmente a portata di mano.

*Si tratta di una vera e propria rivoluzione», spiega Paolo Ghezzi, Direttore Generale di InfoCamere.
Il futuro, insomma, è adesso. Così come l'app governativa io.italia.it fa dialogare più facilmente cittadini e Pubblica Amministrazione, il cassetto digitale dell'imprenditore Impresa.italia.it consente agli imprenditori italiani di evitare file e di conservare e gestire i documenti digitali della propria impresa direttamente sullo smartphone.
Visure, statuti, trasferimenti di quote societarie, partecipazioni, bilanci, insomma, praticamente tutto.
Su 6 milioni di imprese e 10 milioni di imprenditori, per lo più piccoli e medi, un milione usa quotidianamente questo servizio, segno che c'è ancora tanto da fare per innovare l'Italia.

Ghezzi a che punto è l'Italia dal punto di vista dell'innovazione?

«C'è ancora veramente molto da fare, perché viviamo un gap tecnologico. Eppure, i sistemi di banche dati e di informatizzazione sono già una realtà e la pandemia ha dimostrato a tutti quanto sia più agevole vivere e lavorare da luoghi belli, magari in campagna, rispetto alle grandi città. Quindi va in qualche modo cambiata la cultura anche degli imprenditori, 4 su 10 prima del Covid-19 pensavano che a loro internet non servisse. Credo si siano dovuti ricredere».

In cosa consistono i servizi del cassetto digitale realizzato da InfoCamere?

«Nella possibilità di fare impresa da ovunque ci si trovi, in maniera agile e veloce, senza dover fare file o attendere giorni per avere a disposizione i propri documenti. Tra l'altro una opportunità davvero importante soprattutto per la stragrande maggioranza di imprese piccole e medie.
L'Italia non è fatta solo di grandi realtà industriali, spesso, anzi, le imprese sono individuali o hanno pochi dipendenti. Questo sistema permette di avere tutto a portata di mano, senza costi».

C'è una differenza fra nord e sud?

«Indubbiamente sì. Le regioni del nord vanno sicuramente più veloce, però abbiamo rilevato che sono le imprese del sud Italia, soprattutto in alcune regioni, ad aderire in maniera entusiasta a questa WebApp.
Per molti questo ha significato non doversi più recare in uffici magari molto lontani dal proprio paese. I
nfatti proprio le imprese in Puglia e in Calabria sono fra le prime ad aver aderito al sistema. Insomma, una vera rivoluzione».

 

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Imprese di immigrati, la fotografia

In Lombardia e Lazio il numero più elevato di imprenditori stranieri

 

La fotografia scattata da InfoCamere e Unioncamere, sulla base dei dati del Registro delle imprese, rivela come in Italia una impresa su dieci è straniera.
L’imprenditoria immigrata è una realtà che guida oltre 630mila aziende, di queste 3 su 4 sono individuali.

In aumento sono in particolare gli imprenditori provenienti da Nigeria, Pakistan e Albania, mentre sono in calo più marcato quelli originari della Cina e del Marocco.

Leggi il comunicato stampa

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