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Raccontiamo la nostra visione dell’innovazione fatta di persone (People),
luoghi di lavoro (Place), piattaforme tecnologiche e servizi (Platform).
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SiBonus: Intesa tra IC e Commercialisti

Pienamente operativi gli strumenti per negoziare le risorse del Superbonus e Sismabonus

La piattaforma web SiBonus diventa pienamente operativa e si rafforza, grazie alla collaborazione tra InfoCamere e il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili.

SiBonus è il servizio sviluppato da InfoCamere, la società delle Camere di commercio per l’innovazione digitale, che consente alle pmi e ai titolari di crediti fiscali di cederli per ricavare liquidità immediata e, ai soggetti interessati, di acquisire crediti certi da portare a compensazione o rimborso delle imposte attraverso una transazione sicura, semplice e affidabile.

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La mappa dell'imprenditoria femminile

La leadership femminile è in testa nei settori della cura alla persona e in crescita nelle aziende ad alta innovazione tecnologica

I dati dell’Osservatorio Unioncamere e InfoCamere sull’imprenditoria al femminile indicano una predominanza delle imprese in rosa nel settore dei servizi alla persona (centri benessere, estetica, parrucchiere, terme in primis) dove costituiscono oltre il 59 % del totale (122 mila imprese su 206 mila).

Si registra una crescita di attività imprenditoriali femminili anche in ambiti innovativi come quelli della produzione di software e della consulenza informatica.

 

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Covid, imprese rosa in calo

Nel 2020 quasi 4mila attività in meno rispetto al 2019

Secondo i dati dell’Osservatorio dell’imprenditorialità femminile di Unioncamere e InfoCamere, nel 2020 si registrano quasi 4mila attività in meno rispetto al 2019, con un calo dello 0,29%.
La crisi impatta dunque anche sulle imprese femminili, che erano in crescita da sei anni. La perdita è concentrata soprattutto al Centro Nord, con il Mezzogiorno che segna un trend in controtendenza di segno positivo (+0,26%).
Ad essere maggiormente colpite sono le imprenditrici giovani: le attuali 154mila attività di giovani donne sono, infatti, l’11,52% del totale, mentre nel 2019 erano il 12,02%.

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Il mondo in surplace

I numeri non bastano a spiegare un anno straordinario

Articolo di Paolo Ghezzi, Direttore Generale InfoCamere, pubblicato sul Corriere Imprese Nordest

 

Tra le tante cose per cui l’anno della pandemia sarà ricordato ce n’è una che sollecita in modo particolare l’attenzione di chi studia le dinamiche d’impresa: la capacità dei numeri e delle loro statistiche di restituire una lettura accurata e tempestiva dei fenomeni, per prevederne l’evoluzione e affrontarli con politiche appropriate.
Da questo punto di vista, il Covid-19 ha creato una frattura che nemmeno la grande crisi del 2009 (e la successiva ricaduta del 2013-14) aveva prodotto. Il grado di incertezza suscitato dalla pandemia si sta rivelando di una scala diversa rispetto agli shock finanziari che i modelli econometrici sono abituati a misurare. In particolare per un sistema economico “polverizzato” come quello italiano, caratteristico di alcune aree geografiche come nel caso del Nord-Est.
In Italia, uno dei “sensori” più autorevoli per la rilevazione dei segnali economici che arrivano dai territori è il Registro delle Imprese gestito dalle Camere di Commercio ed attestato nel datacenter nazionale di InfoCamere.
Rilevando quotidianamente le attività amministrative delle imprese, nel 2020 il Registro ha colto un forte rallentamento dei flussi di entrata e uscita di imprese dal tessuto economico, in risposta alle diverse fasi della pandemia.
Nella traversata del 2020 il Nord-Est ha mantenuto sostanzialmente inalterata la propria struttura produttiva, mostrando alcuni primi segnali di “adattamento plastico” al contesto emergenziale. In alcuni settori, le condizioni di mercato determinate dalla pandemia o da provvedimenti normativi favorevoli hanno offerto nuove opportunità (come per le costruzioni - sulla spinta del superbonus - o per le attività di consulenza e direzione aziendale); in altri (come commercio, agricoltura, turismo), gli effetti negativi del lockdown sono stati più sensibili. Ma, nel complesso, la foto di fine anno risulta sfocata.
Analizzando i dati mensili delle iscrizioni al Registro, già a marzo si colgono gli effetti della crescente incertezza tra gli imprenditori (-21% rispetto allo stesso mese del 2019). Con i mesi estivi, il flusso di nuove imprese si riporta su livelli più normali, per poi subire una nuova contrazione nell’ultimo scorcio dell’anno (-12%).
Sul fronte opposto, le aspettative sui ristori promessi dal governo hanno caratterizzato parallelamente le chiusure, segnate anch’esse da un trend in rallentamento.
Si è dunque determinata una sorta di “surplace” che ha pesato per circa un quinto sulla vitalità del sistema imprenditoriale, suggerendo a molti commentatori una grande cautela nell’interpretare i dati. Solo alla scadenza dei provvedimenti emergenziali per imprese e lavoratori si potrà capire cosa resta realmente sulla sabbia dopo il passaggio di questo vero e proprio tsunami economico.
La crescente disponibilità di dati puntuali è certamente un fattore determinante per comprendere meglio i fenomeni economici e sociali ma, da soli, i dati non bastano. L’aumento delle variabili da considerare e la loro complessità sono una sollecitazione forte affinché organizzazioni imprenditoriali, istituzioni e mondo della ricerca si sentano chiamate a collaborare ancora di più per spostare in avanti il confine delle conoscenze nel dominio dei Big Data, sviluppando e condividendo le competenze necessarie per estrarne informazioni utili ad elaborare policy pubbliche più efficaci. Con alcune avvertenze.
Ad esempio, l’approccio predittivo non può limitarsi ai soli aggregati economico-finanziari ma deve sforzarsi di intercettare le implicazioni sociali legate alla struttura fortemente "micro" del nostro tessuto imprenditoriale (da cui una forte dipendenza di milioni di famiglie dal reddito generato dalle imprese individuali) e "invisibile" dalla sola analisi dei bilanci. In più, le specificità settoriali richiedono letture verticali, da affrontare affiancando ai dati e agli strumenti le competenze di dominio indispensabili per coglierne il valore.
A beneficio degli addetti ai lavori, i dati del Registro delle imprese sulla demografia imprenditoriale nel 2020 restituiscono alcuni effetti visibili della crisi innescata dalla pandemia. Ancorché parziale, la loro vista restituisce al microscopio la trama più aggiornata del tessuto imprenditoriale del territorio e rappresenta la base di partenza indispensabile da cui muoversi per comporre - integrando ulteriori fonti e competenze - un puzzle che, al momento, resta ancora privo di molte e fondamentali tessere.

Guarda l'infografica, realizzata da InfoCamere, sulla situazione delle imprese del Nordest nel 2020.

 

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Le 5 Startup di successo del 2020

E-commerce, Fintech, Energy e Utilities e stampa 3D sono i settori che crescono di più

Delle 3500 startup innovative avviate entro il 31 dicembre 2020, sono Credimi, Milkman, Cortilia, Winelivery e Roboze le 5 realtà di maggior successo.
Tra i settori in maggiore crescita, troviamo l’E-commerce, il Fintech, l’ Energy e Utilities e la stampa 3D.
Questo è quanto emerge dal report di monitoraggio elaborato in collaborazione tra Mise e InfoCamere, con il supporto delle Camere di Commercio.

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Imprese: 19.316 in più nel 2020

Il saldo più basso dal 2013

La rilevazione Movimprese di Unioncamere/Infocamere fotografa al 31 dicembre 2020 la situazione delle imprese italiane.
Sono 6.078.031 le imprese del Belpaese, con un saldo positivo pari a +0,32% tra le imprese nate durante l'anno (292.308 iscrizioni) e quelle morte (272.992 cessazioni al Registro delle imprese nel 2020).
Il 2020 si chiude quindi con 19.316 imprese in più: il dato più basso dal 2013, quando le nuove imprese furono 12.681.

                                         

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Startup innovative: i numeri

Ecco cosa emerge dal report trimestrale di MISE, InfoCamere e Unioncamere

Al 1° gennaio 2021 sono 11.899 le startup innovative in Italia, ovvero il 3,2% di tutte le società di capitali di recente costituzione. Il valore è in flessione dell’1 ,4% rispetto al terzo trimestre 2020.
Il settore con la maggiore concentrazione di startup è quello della produzione software, che conta 4.352 società.
Questi sono alcuni dei dati che emergono dal report di monitoraggio elaborato in collaborazione tra Mise e InfoCamere, con il supporto delle Camere di Commercio.

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Osservatorio 2020 reti d'impresa

RetImpresa, InfoCamere e Università Ca' Foscari presentano il secondo rapporto dell’Osservatorio sulle reti d’impresa

Mettersi in rete aiuta a crescere, innovare, essere competitivi.
Lo dicono i dati del secondo rapporto dell'Osservatorio nazionale sulle reti di impresa, realizzato da InfoCamere, Retlmpresa e Università Cà Foscari: su un campione di 1.633 imprese in rete il 35% mostra un aumento del fatturato e del valore della produzione, il 25%della redditività, il 30% del numero degli addetti, un trend che si verifica nel triennio successivo all'ingresso della rete.
Ne scrive il

 

Leggi il comunicato e l'abstract dell'indagine

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