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Raccontiamo la nostra visione dell’innovazione fatta di persone (People),
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Come ti trasformo la PA

Il PNRR sarà l'occasione d'oro per digitalizzare la macchina dello Stato.

Articolo pubblicato il 30 luglio su



di Paolo Ghezzi, Direttore Generale InfoCamere

 

“Non possiamo risolvere i problemi con lo stesso tipo di pensiero che abbiamo usato quando li abbiamo creati”. Potrà sembrare eccessivo scomodare Albert Einstein ma, a volte, le parole autorevoli possono aiutare gli incerti. Nei prossimi cinque anni l’Italia dovrà vincere la sfida più difficile dal dopoguerra. Dovrà dimostrare a se stessa di saper cambiare radicalmente per continuare ad essere quella che è: una delle prime economie del mondo, custode di un patrimonio naturale e culturale unico e irripetibile, uno dei luoghi di elezione del pensiero creativo occidentale. Come tutti vanno ripetendo, la condizione necessaria per mettere a frutto le imponenti risorse del PNRR sarà la capacità di spenderle bene realizzando riforme e progetti capaci di cambiare strutturalmente il volto del Paese. Giusto. In questo coro quello che risuona di più – quasi come un basso continuo - sembra essere l’accento sull’efficienza delle procedure amministrative, sulle competenze della macchina burocratica dello Stato e delle sue articolazioni nei territori. Più che giusto. Ma qual è il motivo conduttore della partitura? Prendiamo il tema della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Uno degli obiettivi fondamentali del PNRR è quello di accelerare sulla via dell’interoperabilità tra le banche dati pubbliche per attuare finalmente il principio del once only. Per spiegarlo, spesso si usa la metafora per cui dobbiamo smettere di far muovere le persone (tra un ufficio pubblico e un altro) e far muovere invece i dati. Ma come? Secondo l’ultima indagine conoscitiva sui data center della Pa, il panorama che abbiamo davanti è popolato da circa (il dato è approssimato) 11mila realtà tra amministrazioni centrali e locali. Con l’ultimo piano triennale per l’informatica nella Pa, il governo si era dato l’obiettivo di ridurre questo numero a non più di 1.000. Il recente decreto semplificazioni ha reso l’obiettivo ancora più sfidante, indicando numeri più ambiziosi. Pur immaginando di far dialogare tra loro i sistemi rimanenti, il percorso verso la piena interoperabilità non è che all’inizio. Dal punto di vista delle imprese e del lavoro, dopo oltre un anno di pesantissimi rallentamenti e addirittura blocchi delle attività, mai come ora il tempo è un fattore determinante. Ed è in questa prospettiva che il sistema delle Camere di Commercio – per mezzo di InfoCamere, la loro società per l’innovazione digitale – ha elaborato un progetto fortemente innovativo che, a breve termine, può avere un impatto tangibile in termini di semplificazione dei processi ammnistrativi tra impresa e Stato.

L’idea di fondo nasce da una domanda: cosa sono e a cosa servono i dati pubblici? I dati pubblici sono informazioni che certificano “stati” relativi alla vita di ciascuno di noi. Essere coniugati, avere dei figli, essere iscritti a una facoltà universitaria, essere titolari di un trattamento pensionistico o assistenziale, avere un ruolo in un’impresa, avere ottenuto degli incentivi pubblici, trattare rifiuti pericolosi nell’ambito della propria attività. Sono solo alcuni delle migliaia di “stati” in cui ognuno di noi - secondo la prospettiva da cui siamo visti - si trova in un dato momento della propria vita. Qualunque procedura amministrativa (pubblica o privata che sia) ha bisogno di informazioni per accertare situazioni o “stati” di cittadini e imprese. Ha bisogno, cioè, di risposte a domande cosiddette “legittime” in modo da concludere un procedimento con un “sì” o con un “no”: la concessione di un incentivo a un’impresa, l’apertura di un conto corrente, l’ammissione di un bambino all’asilo.

Uno dei compiti della Pa è quello di dare risposte certe a chiunque abbia un titolo legittimo a conoscere una o più delle informazioni che essa detiene, sempre facendo salvi gli obblighi di riservatezza dei dati oggetto di richiesta. Per far questo, non serve alcuno scambio di dati: basta la formulazione di domande fondate e la comunicazione di una risposta certa. Nel progetto elaborato dal sistema camerale, un’architettura che può garantire in modo più efficiente, sicuro e sostenibile questi flussi è quella in cui a viaggiare non sono i dati, ma appunto le informazioni. In questa prospettiva, che i dati siano organizzati in un modo piuttosto che in un altro in un singolo database, ha poca rilevanza. Il compito di dare la risposta corretta ad una domanda predeterminata, può essere affidato ad algoritmi opportunamente istruiti a scandagliare “cataloghi” di domande legittime che ciascuna Pa potrebbe allestire sulla base delle proprie competenze istituzionali e delle proprie conoscenze di dominio. Basandosi sull’esperienza della gestione del Registro delle Imprese – il database di interesse nazionale con l’anagrafe economica su 10 milioni di cittadini imprenditori e su 6 milioni di imprese, realizzato da InfoCamere e concepito fin dalla nascita come interamente telematico - il sistema camerale italiano ha fatto propria questa visione traducendola in una road map percorribile in tempi brevi. L’obiettivo è di gettare le fondamenta per costruire uno “strato” di intelligenza digitale da stendere tra imprese e Stato, capace di dare vita ad un sistema di interrogazioni e di risposte puntuali che ciascuna Pa può fornire sulla base dei propri dati. Una soluzione dedicata alle imprese sulla quale non viaggiano dati bensì domande e risposte (e solo quelle pertinenti) per rendere il processo più rapido, sicuro e trasparente, in piena coerenza con gli obiettivi governativi della Piattaforma digitale nazionale dati (Pdnd). La forza di questa prospettiva è che propone un’idea di società in cui si riesce ad approssimare realmente il concetto di ‘amministrazione invisibile’ della cosa pubblica e in cui la potenza del Leviatano si possa finalmente dirigere al servizio dei cittadini. Una Pa meno invadente e più efficiente come specchio di uno Stato più autorevole. In un mondo governato sempre più dalle tecnologie digitali - e dai dati su cui queste costruiscono risposte alle esigenze di cittadini e imprese - lo sforzo visionario non sta nel mettere a fuoco il punto di approdo all’orizzonte – la semplificazione della macchina burocratica - ma nell’immaginare un modo diverso, più efficiente e meno costoso di timonare nei nuovi mari della trasformazione digitale.  

 

LINK UTILI:

Registro Imprese

InfoCamere leader della sostenibilità

IC è nella lista delle imprese attive nella reportistica sociale e ambientale che riescono a recuperare efficienza e tagliare gli sprechi

Il Sole 24 Ore, in collaborazione con la società di analisi Statista, ha stilato la lista delle 150 aziende italiane, selezionate su 1500 imprese, che maggiormente hanno incrementato nell’ultimo anno il loro impegno verso lo sviluppo sostenibile.

Tra i parametri presi in esame ci sono la produzione di rifiuti, le pratiche di riciclo, i consumi energetici, le pari opportunità, l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili.

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Consulta la lista dei Leader italiani della sostenibilità

svilupposostenibile

Startup innovative a quota 13mila

Online il nuovo rapporto trimestrale del Mise in collaborazione con InfoCamere

Secondo il report Mise-InfoCamere con la collaborazione di Unioncamere, è dell’8% la crescita delle startup innovative fatta registrare nel secondo trimestre 2021 rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Al top produzione di software e consulenza informatica.

Le startup iscritte al Registro delle Imprese delle Camere di Commercio al 1° luglio 2021 superano quota 13mila: se ne contano infatti 13.582, il 3,6% di tutte le società di capitali di recente costituzione

Per quel che riguarda la distribuzione territoriale, la Lombardia si attesta ancora come la regione più ricca di startup, facendo registrare il 26,7% delle nuove società. Superano quota mille il Lazio, con 1.586 (di cui 1.411 localizzate a Roma), seguito dalla Campania con 1205 e dal Veneto con 1.095. L’Emilia Romagna è la nuova regione a superare quota mille, con 1.071 startup.

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Crescono le imprenditrici under 35

Nel primo trimestre 2021 le nuove imprese rosa under 35 registrano un + 8,1%

Secondo dati Unioncamere e InfoCamere, nel primo trimestre 2021 le nuove imprese con a capo donne under 35 sono cresciute dell’8,1%.
Un trend che si inserisce nel quadro più ampio di una generalizzata crescita dell’imprenditoria femminile, che costituisce il 22% del totale delle aziende nazionali. Sono un milione e 330 mila, ad oggi, le imprese in rosa, con un aumento dello 0,1% rispetto allo scorso anno.

Clima collaborativo, passione e gioco di squadra sembrano essere gli ingredienti che hanno permesso alle nostre imprenditrici di affrontare momenti difficili come quello dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo.

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Bonus e cessione del credito d'imposta

Ecco come la cessione del credito d'imposta può agevolare la ripresa del nostro Paese

Articolo di Lorenzo Tagliavanti, Presidente InfoCamere

pubblicato nel numero di luglio 2021 di 

All’inizio della pandemia nei bilanci delle imprese italiane erano iscritti crediti verso lo Stato per un valore prossimo ai cinquanta miliardi di euro.
In una fase come questa, in cui i numeri occupano le pagine dei giornali e della Rete, uno in più può servire a ragionare sulla grande opportunità di ripensare il nostro sistema di imposizione fiscale per ricostruire un rapporto più solidale tra Stato e contribuenti, in particolar modo tra Stato e imprese.
Per far fronte agli enormi danni provocati dalla pandemia il governo italiano è intervenuto con diversi provvedimenti legislativi a supporto di imprese e professionisti (Cura Italia, Rilancio e Semplificazione, per citarne alcuni). Uno in particolare, il cosiddetto decreto Rilancio, ha introdotto una grande novità per milioni di cittadini italiani, sotto forma di un inedito incentivo: il “superbonus 110%”, destinato a promuovere il rilancio di uno dei settori economici più trainanti dell’economia del Paese, quello dell’edilizia privata.
Più ancora dell’entità dell’incentivo, però, ciò che può avere effetti davvero profondi sulla ripresa dell’economia è la possibilità di optare per la cessione del credito di imposta generato dagli interventi incentivati, estesa per di più anche alle altre tipologie di bonus esistenti (ecobonus ordinario, sisma bonus, bonus ristrutturazioni, bonus facciate). Se a questa si aggiunge la possibilità di cedere nuovamente un credito dopo averlo acquistato, si comprende la straordinaria leva che questa misura può generare per l’aumento della liquidità nelle tasche di cittadini e imprese e, di conseguenza, per il rilancio dei consumi delle famiglie e del fatturato delle imprese.
Tra queste, le più piccole si sono trovate impreparate a cogliere le opportunità dei nuovi incentivi per via della complessità dell’iter necessario per giungere alla cessione del credito.
Proprio quelle che più hanno bisogno di rimettersi in moto dopo un prolungato stop forzato.
Basti pensare che, delle 830mila imprese edili esistenti in Italia al 31 marzo scorso, il 92% non supera i cinque addetti.
È pensando soprattutto a queste realtà, le più numerose e diffuse sul territorio, che le camere di Commercio per il tramite di InfoCamere – la società del sistema camerale per l’innovazione digitale – hanno realizzato la piattaforma SiBonus.
Un servizio online dedicato a favorire l’incontro tra domanda e offerta dei crediti fiscali generati da tutti gli incentivi in tema di edilizia privata, in modo sicuro, semplice e affidabile.
I primi scambi sono partiti a febbraio e, in poco tempo, il portale ha visto lievitare l’interesse degli operatori grazie ad alcuni punti di forza.
Anzitutto la garanzia di terzietà (l’iniziativa è delle camere di Commercio, dunque è a carattere istituzionale), poi il fatto che il prezzo è quello stabilito dal cedente, infine la velocità di incasso della liquidità (per le seconde cessioni, quelle riferite a crediti già disponibili nel cassetto fiscale del cedente, la durata media delle transazioni oscilla tra i sette e gli undici giorni a seconda della tipologia di bonus).
Per superare la devastante onda della pandemia, il sistema imprenditoriale – soprattutto quello di più piccole dimensioni come nel caso dell’edilizia – ha bisogno di azioni concrete e a impatto immediato. La leva della cessione dei crediti d’imposta può mettere in moto risorse importanti, restituendo vitalità a un comparto essenziale per la ripresa del Paese e, soprattutto, può aprire la strada a una riforma del sistema fiscale che porti lo Stato a farsi concretamente alleato del sistema imprenditoriale.

 

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SiBonus: si apre il mercato dei crediti d’imposta

Con la piattaforma per la compravendita dei crediti d’imposta sviluppata da InfoCamere, offerta e domanda si incontrano con semplicità e sicurezza

A febbraio è diventata operativa la piattaforma SiBonus, progettata e messa a punto da InfoCamere, la società delle Camere di commercio per l’innovazione digitale.
SiBonus è stata pensata per consentire alle imprese, o a chiunque sia titolare di un credito fiscale, di metterlo in vendita alle sue condizioni, senza nessun costo a carico, per ricavarne liquidità immediata. Tutto on line, con un processo di trasferimento del credito studiato per essere semplice, rapido (bastano tre passaggi) e, ciò che più conta, sicuro.

«SiBonus è una piattaforma molto democratica - sintetizza Pietro Soleti, direttore generale di IConto, l’istituto di pagamento che fa capo a InfoCamere - vi possono accedere sia privati che imprese e funziona come un marketplace vero e proprio». 

 

Consulta l’infografica con i numeri della piattaforma

 

«Con SiBonus - aggiunge Paolo Ghezzi, direttore generale di InfoCamere - non ci sono costi di istruttoria, il soggetto cedente mette in vendita il suo credito al netto di qualsiasi spesa».

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Artigiani, calano i giovani

Nel settore aumentano gli over 70 (+ 47%) e diminuiscono gli under 30 (che fanno registrare un - 42%)

Sono sempre di meno i giovani nel settore dell’artigianato: è quanto emerge dallo studio Unioncamere e InfoCamere sull’evoluzione delle imprese artigiane negli ultimi 10 anni.
Nell’ultima decade si sono infatti perse in Italia 28mila imprese di under 30, diminuite del 41,9% rispetto al 2011. Mentre sono cresciute del 47% le ditte individuali guidate dagli over 70, con punte che superano il 50% al Mezzogiorno.
L’intero comparto, tra marzo 2021 e marzo 2011, ha subito un calo complessivo di 170 mila unità (-11,7%): a livello regionale Abruzzo (-21%), Sardegna (-18%), Basilicata e Sicilia (che registrano entrambe -17%) sono quelle che registrano un calo più sensibile.

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Startup e Pmi, vive e digitali

Le nuove startup e le Pmi innovative danno segnali incoraggianti, grazie alla loro attitudine al digitale e all’elevato livello di competenze

 

Nonostante l’ultimo anno sia stato difficile e travagliato, i dati più recenti forniti da Anitec-Assinform ed InfoCamere, per quel che riguarda startup e Pmi innovative che operano nel settore Ict, sono decisamente confortanti.

Il Registro delle Imprese gestito da InfoCamere rivela una crescita delle iscrizioni, registrando un trend positivo per quel che riguarda le nuove registrazioni di imprese in ogni settore. In particolare, nel 2020 sono rispettivamente 1.777 e 229 le registrazioni di Startup innovative e nuove Pmi innovative, per un totale di 2.006 nuove aziende contro le 1.701 nel 2019.
Il tasso di crescita complessivo delle nuove registrazioni di start up e Pmi innovative Ict si attesta su un significativo +17,9%.

Come sottolinea il Direttore Generale di InfoCamere Paolo Ghezzi, nell’intervista rilasciata a Inno3, la vocazione digitale di startup e Pmi innovative è uno degli elementi chiave che hanno caratterizzato la continuità della loro crescita, coniugato alla velocità e flessibilità nel rispondere alle nuove esigenze e all’elevato livello di competenze tecniche e informatiche.

Leggi l’intervista a Paolo Ghezzi su 

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Il Bonus per risollevare l’economia

SIBonus, la piattaforma online delle Camere di Commercio, sviluppata da InfoCamere, per la compravendita dei crediti d’imposta

SIBonus è la piattaforma del Sistema Camerale, sviluppata da InfoCamere, che ha come obiettivo quello di ridare impulso all’economia dei territori, immettendo in circolo liquidità, in modo sicuro, semplice ed affidabile.
Si tratta di un marketplace online, pensato per favorire l’incontro tra domanda e offerta dei crediti fiscali generati da tutti gli incentivi in tema di edilizia privata, favorendo in questo modo il rilancio dei consumi delle famiglie e del fatturato delle imprese.

Da febbraio a inizio maggio 2021 SiBonus ha prodotto un volume di acquisti di crediti per un valore di 3 milioni di euro, coinvolgendo sia imprese che privati, sia come cedenti che come cessionari del credito.
Il 41% degli annunci pubblicati finora sulla piattaforma ha riguardato crediti generati a seguito di ristrutturazioni edilizie, il 27% crediti da Ecobonus, il 16% da bonus facciate, il 13% da Superbonus e il 3% crediti da Sismabonus.

Per approfondire il tema leggi l’articolo di 

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