L'impresa invecchia

a cura del Data Science Team di InfoCamere, in collaborazione con il Corriere Imprese Nordest

Articolo pubblicato il 14 ottobre 2019 su il 

Italia terra di santi, poeti, navigatori ma soprattutto di imprenditori. Se il nostro è per antonomasia il Paese delle piccole e piccolissime imprese, non deve sorprendere che alla loro guida vi sia un vero e proprio esercito di imprenditori nei diversi ruoli richiesti per la gestione di un'azienda. A fine giugno, nei 6 milioni di imprese iscritte alle Camere di Commercio, le cariche esistenti sfioravano la quota di 10 milioni. Come dire che un italiano su sei (inclusi i minorenni) ogni giorno ha a che fare con la gestione di un'impresa. Di questi - secondo i dati del Registro Imprese gestiti da InfoCamere - solo 367mila hanno meno di 30 anni (4%) ma quasi 1 milione e 250mila unità è costituito da persone con almeno 70 anni di età (14%). Come a dire che per 100 imprenditori anziani ce ne sono soltanto 29 di giovani. Considerando il declino demografico del nostro Paese, il dato non stupisce, se non fosse che il rapporto tra giovani e anziani nelle imprese è meno della metà di quello calcolato sull'intera popolazione italiana (72 giovani ogni 100 over 70). Nel Nordest la situazione è in linea con il dato nazionale. A fronte di quasi 40 mila imprenditori under 30 (3,5% del totale), sono 141mila gli ultrasettantenni (12,7%), con un rapporto che si attesta a 28 giovani ogni 100 anziani. Limitandoci alle cariche che corrispondono ai ruoli effettivi di guida dell'impresa (amministratore e titolare), nelle imprese del Nordest si contano circa 96mila ultra-settantenni a fronte di quasi 29mila giovani under 30. Un vero e proprio esercito che, con il passare degli anni, continua ad allargarsi. Se nel 2009 i capitani d'azienda over 70 nel Nordest erano quasi 74mila, oggi se ne contano oltre 22mila in più e il loro peso è cresciuto dal 9% al 12,2%, a fronte di una contrazione dell'intera platea di amministratori e titolari dell'ordine di 34mila nel decennio. Con un'incidenza del 13,6%, è il Friuli Venezia Giulia a registrare la quota più elevata di amministratori/titolari over 70, seguita dal Veneto (12,3%) e dal Trentino Alto Adige (10,4%).

 

Volendo calcolare un indice di ricambio del sistema imprenditoriale del Nordest - dato dal rapporto tra coloro che stanno per lasciare l'azienda (70 anni e più) e quelli che sono appena entrati nelle «stanze dei bottoni» (fino a 29 anni) - il risultato non sarebbe incoraggiante: per ogni tre capitani d'impresa prossimi all'uscita, ci sarebbe un solo giovane a raccoglierne il testimone; un valore leggermente meno favorevole rispetto alla media nazionale. Stando ai numeri, tra le sfide che le imprese, specialmente quelle familiari, si trovano ad affrontare, quella del passaggio generazionale sembra dunque rilevante anche per il tessuto produttivo del Nordest. Guardando territori e settori da vicino, i dati svelano sia alcune costanti, sia alcune peculiarità delle comunità imprenditoriali delle tre regioni sulla soglia del passaggio generazionale. Quasi il 30% degli imprenditori over 70 del Nordest si concentra in prevalenza nel settore agricolo, dove si contano quasi 26mila titolari d'azienda. Un altro 30% si distribuisce equamente tra commercio e manifatturiero, settori dove le imprese sono guidate da 19mila amministratori e 7.500 titolari in terza età. Nel terziario spiccano i servizi immobiliari, che concentra l'11,4% degli over 70, stante la presenza di oltre 10mila amministratori. Se per il Veneto sono gli amministratori del settore manifatturiero a mantenere le posizioni, nel caso del Trentino Alto Adige sono i titolari dei servizi ricettivi ad essere più «innamorati» del loro lavoro, continuando a gestirlo più a lungo. In Friuli Venezia Giulia invece sono commercio e trasporti i settori dove prevalgono gli amministratori più longevi. Come indicato dai numeri, il tema del ricambio generazionale alla guida delle nostre imprese è particolarmente importante per la crescita e l'occupazione nei territori. Si tratta infatti di un processo delicato, in cui entrano in gioco vari fattori (fiscali, amministrativi, giuridici e finanche culturali) che va adeguatamente accompagnato per valorizzare, da un lato, l'apporto di nuova linfa imprenditoriale attraverso la forza creativa dei giovani - anche contrastando il fenomeno della fuga dei cervelli - e, dall'altro, salvaguardando le esperienze e le competenze accumulate dagli imprenditori che in questi decenni hanno fatto grande il Nordest.

 

 

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