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Articoli, interviste e un "lessico digitale"

Raccontiamo la nostra visione dell’innovazione fatta di persone (People),
luoghi di lavoro (Place), piattaforme tecnologiche e servizi (Platform).
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Sedi di Lavoro

Nuovi spazi per cogliere il cambiamento

 

L’accelerazione tecnologica degli ultimi anni ha determinato un drastico mutamento del mondo del lavoro. Gli effetti di questa rivoluzione influenzano non solo la produttività ma anche modi e tempi attraverso i quali si articolano le attività lavorative: un cambiamento che interessa potenzialmente ogni funzione delle strutture delle imprese, compresa l’organizzazione delle sedi aziendali. Gli spazi si trasformano rispecchiando un’evoluzione culturale all’insegna della mobilità e dell’elasticità d’uso, assecondando il paradigma della fluidità e dell’inter-funzionalità. Questo radicale ripensamento dei luoghi di lavoro segue una tendenza che ha visto come pionieri i grandi brand americani del digitale, seguiti a ruota da aziende creative, banche, assicurazioni e infine istituzioni e Pubbliche Amministrazioni. Una spinta alla riorganizzazione corroborata dalla consapevolezza che la qualità degli ambienti incide direttamente sulla qualità della vita, sulle relazioni, sulla produttività e perfino sulla salute del personale. Il modello dell’azienda ad alveare e gerarchica lascia il posto a strutture che sappiano catturare e comunicare uno spirito di impresa più trasversale e i cui luoghi favoriscano il confronto e la condivisione. Da qui il proliferare dell’utilizzo di nuove soluzioni funzionali e di design polivalenti, che danno vita a spazi dalla fisionomia identitaria, innovativi e flessibili. InfoCamere è pienamente consapevole che la cura dei luoghi di lavoro e delle relazioni che vi si generano sia un elemento fondamentale per le aziende che mirano a valorizzare il capitale umano. Per questo considera prioritario concepire e rimodellare le proprie sedi, assecondando quei criteri d’innovazione e flessibilità che le rendano quanto più adatte alle multiformi esigenze del personale. 

 

 

 

Un concreto esempio di questo approccio è la nuova sede di Bari, operativa da maggio 2019, situata all’interno della Fiera del Levante, nel Padiglione 103. Un’opera di valorizzazione territoriale che è allo stesso tempo spazio dinamico e polifunzionale, costituito da un “open space” di 1200 mq pensato per stimolare l’attitudine collaborativa delle varie professionalità che lo animano. Il progetto della nuova sede ha saputo trasformare i vincoli architettonici, energetici e ambientali legati alla struttura preesistente in vantaggi progettuali. Da una parte, conservando il grande spazio a tutta altezza con capriata metallica in ferro che ospita l’open space centrale; dall’altra valorizzando l’involucro esterno, dotato di aperture e finestre che catturano la luce aprendo la visuale sul mare a pochi passi dall’edificio.
La nuova sede di Bari è inoltre caratterizzata da elevati standard funzionali ed energetici - per ridurre l’impatto ambientale e i costi di gestione - e da spazi di lavoro in grado di favorire la collaborazione ed il confronto.
La politica d’innovazione degli spazi messa in atto da IC coinvolge anche le sedi di Padova e Roma. Una delle finalità di questo approccio è quella di incentivare l’uso collettivo degli ambienti, anche attraverso la creazione di sale riunioni e video pensate per ospitare gruppi di lavoro ristretti. Questa idea di spazio lavorativo condiviso viene armonizzata con l’esigenza di tranquillità legata ad attività che richiedono maggiore concentrazione: in tal senso non mancano aree di lavoro silenziose o in cui confrontarsi con esterni mantenendo la propria privacy.
Particolare cura è posta anche nella revisione degli spazi esterni, dove si stanno sviluppando delle aree verdi che accolgano il personale in un ambiente pensato per stimolare la creatività e il pensiero.
Ma l’impegno di InfoCamere non si limita ad immaginare ambienti smart ed ergonomici: l’ecosostenibilità e la possibilità di creare un legame con il territorio sono infatti gli altri due fari che muovono l’azienda in quest’opera di riconfigurazione. In tale ottica, l’istallazione di pannelli fotovoltaici su una parete dell’edificio di Padova, che copre parte dei consumi energetici del Data Center, è una potente testimonianza “architettonica” dell’approccio green che InfoCamere vuole comunicare all’interno e all’esterno della propria struttura.
Allo stesso modo, i murales d’autore disegnati sugli edifici di Padova e Bari sono la manifestazione visiva del radicamento dell’impresa nel territorio: una scelta dettata dalla volontà di condividere i propri valori utilizzando un linguaggio che si integri con il contesto socioculturale e paesaggistico nel quale l’azienda opera.

 

Alberto La Greca, responsabile dei servizi tecnici per immobili e impianti di InfoCamere

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Micro imprese e innovazione

"Così le micro imprese superano la prova dell’innovazione". Intervento di Paolo Ghezzi, Direttore Generale di InfoCamere, apparso sul numero di novembre 2019 della rivista Formiche.

Il 2019 ha registrato un piccolo, ma importante, passo in avanti nel percorso della nostra società verso la dimensione digitale. Piccolo, perché di strada da fare ne resta molta. Importante perché ha interessato concretamente milioni di italiani sui due versanti delle imprese e della Pubblica amministrazione (Pa). E’ andato infatti a regime l’obbligo della fatturazione elettronica anche tra privati, un esempio di innovazione digitale che, partendo dalla Pubblica amministrazione, ha positivamente contagiato il mondo delle imprese, coinvolgendole tutte, dalle grandi e medie — poche migliaia, in Italia — alle piccole e piccolissime, oltre il 95% su 6 milioni.

Quattro anni fa, l’obbligo era solo per le fatture dirette alla Pa, e aveva portato i primi benefici importanti in termini di efficienza. Da quest’anno, le ricadute positive si sono riversate anche sul bilancio pubblico, per il contributo che questo nuovo strumento può garantire all’effetto-recupero dell’evasione fiscale. Ma accanto a questi risultati, il dividendo forse più significativo e duraturo — anche grazie all’iniziativa delle Camere di commercio che hanno sviluppato un servizio di base semplice e totalmente gratuito — è stato quello di provare a portare a bordo i tantissimi cittadini-imprenditori, oltre tre milioni, che rischiano di essere confinati ai margini dell’innovazione digitale. In questo caso, il legislatore ha saputo giocare un ruolo di traino per favorire l’adozione di strumenti digitali capaci di ridurre il gap che ancora penalizza l’Italia nei confronti del resto del mondo.

 

Lo ha fatto con intelligenza, sfruttando una leva — come la normativa sulla fatturazione elettronica — in cui, una volta tanto, l’Europa ci considera all’avanguardia e un esempio da imitare. L’Italia, al momento, insieme al Portogallo, è infatti uno dei pochi Paesi europei ad avere introdotto l’obbligo di fatturazione elettronica per operazioni tra privati. Molte imprese hanno risposto a questo obbligo con la logica di assecondare l’ennesimo adempimento, più che di cogliere un’opportunità. Ciononostante, superata la prima fase, la digitalizzazione delle fatture sta mostrando a molte imprese, anche alle più piccole, le opportunità dell’economia 4.0, avviando un percorso di trasformazione digitale nelle prassi e abitudini quotidiane. Prima fra tutte l’eliminazione di molta della carta che ancora oggi continua a opprimere le aziende, rallentandone l’attività e sottraendo risorse preziose.
Sulla base di questi presupposti è stato progettato ed è operativo il servizio gratuito fatturaelettronica.infocamere. it. Gestito da InfoCamere, è modulato in particolare sulle esigenze delle Pmi. Non è richiesta l’installazione di alcun software, ed è accessibile in modo sicuro, e a norma di legge, con Spid o Cns. Per facilitare al massimo l’avvicinamento a questa innovazione, grandissima attenzione è stata rivolta nell’offrire una user experience ritagliata sulla figura del piccolo imprenditore, e prestando attenzione alle indicazioni delle imprese raccolte dai canali dell’assistenza e dalla rete delle Camere di commercio. Il portale aiuta gli imprenditori a rispettare l’adempimento con estrema facilità e con la sicurezza di essere guidati in tutti i passaggi previsti dalla norma, come la firma digitale online obbligatoria per l’invio di fatture verso la Pa, un sistema integrato per importare o esportare facilmente le fatture a terzi — ad esempio il proprio commercialista — o la predisposizione automatica dei calcoli, un valido aiuto per le imprese, anche le meno digitalizzate, per ridurre gli scarti da parte del Sistema di interscambio (Sdi), che potrebbero incidere negativamente sulla operatività imprenditoriale. E poiché ormai lo smartphone è il compagno fidato di ognuno di noi, le fatture inviate e ricevute sono anche visibili e gestibili in mobilità all’interno del cassetto digitale dell’imprenditore, impresa.italia.it.
 
L’innovazione non riesce a dispiegare i suoi effetti positivi se non è inclusiva. L’Agenda digitale europea individua nella fatturazione elettronica un’importante leva per la crescita del Prodotto interno lordo che può arrivare a valere due punti percentuali all’anno. Il digitale è ormai una dimensione usuale della competitività, un’idea che i nostri giovani hanno già fatta propria, e che va sostenuta fin dai banchi di scuola e nelle università. In questo scenario, il sistema camerale è impegnato, ogni giorno, a dare un contributo concreto per favorire quella contaminazione di idee e comportamenti quotidiani indispensabile per far lievitare una cultura digitale in cui tutti possano sentirsi protagonisti.

 

 

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Osservatorio Open Innovation

Gli investimenti delle aziende italiane nelle startup sono in crescita soprattutto per le piccole imprese, anche al di fuori dei propri confini geografici e settoriali.

Questo è quanto emerge dal quarto Osservatorio sull’Open Innovation e il Corporate Venture Capital promosso da Assolombarda, Italia Startup e Smau - in partnership scientifica con InfoCamere, Confindustria, Piccola Industria Confindustria e Politecnico di Milano - presentato a Smau Milano 2019.

In Italia, ad oggi, sono 12.667 le quote di startup nel complesso in mano ai Corporate Venture Capital, in crescita di quasi 6mila unità rispetto a settembre 2017 (+88,3%).

L’Osservatorio conferma come la collaborazione strutturata tra nuove imprese e aziende consolidate si stia radicando: sono infatti 2.656 le startup, su un totale di 10.546 iscritte nel registro delle imprese innovative alla fine del terzo trimestre 2019, che contano almeno un socio corporate.

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La PA digitale virtuosa

"Tutti gli ostacoli per una PA digitale", intervento del Direttore generale di InfoCamere Paolo Ghezzi, apparso sul numero di ottobre 2019 della rivista Formiche

È un obiettivo da far tremare i polsi, ma il suo raggiungimento – o anche la sua approssimazione – può rappresentare una delle chiavi di volta per trasformare radicalmente il nostro Paese e contribuire a progettare interventi per migliorare la qualità della vita di cittadini e imprese. La razionalizzazione delle migliaia di data center della Pubblica amministrazione centrale e locale (prevista dal piano triennale per l’informatica nella PA 2019-2021) contiene in sé un potenziale enorme per attivare quei processi di semplificazione ed efficientamento della nostra società che ognuno attende dal digitale e che in pochi, ancora, percepiscono nel proprio vivere quotidiano.
Eppure, come a volte accade, ciò che a prima vista sembra impossibile a un certo punto diventa inevitabile. Nella scalata verso una vetta  sfidante, prima o poi arriva il momento che impone la scelta tra l’andare avanti o rinunciare. Nel caso dell’innovazione digitale, una leva per fare il salto è la capacità di immaginazione nella lettura della realtà, per decidere di superarla grazie a un connubio virtuoso tra pragmatismo e visione del futuro. Esercizio difficile, ma non impossibile se – come nell’esperienza del sistema delle Camere di Commercio – a prevalere è la propensione che mette al centro della missione della PA l’offerta a cittadini e imprese di servizi evoluti ed efficienti.
Attraverso il Registro delle imprese, le Camere di commercio garantiscono ogni giorno il trattamento e la diffusione di milioni di informazioni pubbliche a valore legale su tutte le imprese che operano nel nostro Paese. Per farlo, da oltre quarant’anni alimentano un’unica struttura informatica e telematica – realizzata e gestita da InfoCamere – che, in modo virtuale, collega tra loro gli asset digitali di ogni Camera, rendendoli accessibili online a chiunque in Italia e nel mondo.
Di fronte all’opportunità per le imprese – grazie alle nuove tecnologie – di ricercare valore attingendo ai dati pubblici, il mondo camerale fece una scelta lungimirante e condivisa: mettere insieme know how e visione per gestire in modo più efficiente i dati di tutti, salvaguardando l’autonomia di ciascun ente e liberando risorse per offrire un servizio migliore alle imprese e al territorio. Il risultato è un benchmark internazionale, oggi osservato in Europa e nel mondo, a basso impatto ambientale ed elevati standard operativi. Una delle infrastrutture digitali avanzate su cui il Paese può contare nella corsa a colmare il gap che ci penalizza rispetto ai nostri principali competitor.
 

 
Se ieri gli strumenti erano i grandi mainframe e le prime Reti telematiche fisiche, oggi la sfida si gioca sulle server farm virtuali e il cloud computing, passando per l’intelligenza artificiale. Ma gli ostacoli sono sempre gli stessi: la frammentazione delle competenze unita a una diffusa diffidenza per i pro- cessi di innovazione che hanno stravolto i paradigmi dell’ICT (con l’esplosione di temi quali le minacce alla privacy, la diffusione delle fake news, i rischi del cyber-crime). Temi fondamentali ma che – proprio per la loro natura – vanno affrontati in modo sistemico e non isolatamente da ogni singola PA, con conseguenti moltiplicazioni di costi e ridondanza dei servizi, senza benefici per la società e il sistema produttivo.
L’esperienza consolidata delle Camere di commercio, sviluppata nel corso di oltre 40 anni di storia, conferma la valenza di questo approccio; l’infrastruttura realizzata da InfoCamere consente al sistema camerale di collaborare  in modo efficiente con le altre PA (Agenzia delle entrate, Inps, Inail, Comuni, Università) e di aprirsi ai soggetti del mercato dell’informazione economica in modo trasparente, realizzando le condizioni propedeutiche allo sviluppo di servizi integrati e interoperabili, in grado di stimolare la generazione di valore a partire dal dato pubblico.
L’impatto di una PA digitale, che riesce a coniugare efficienza, sicurezza, standard di servizio può essere enorme e per questo richiede una pari capacità di visione e di guida di questi processi. L’obiettivo ultimo è far crescere la capacità di istituzioni e mercato di leggere in modo sempre più accurato i fenomeni che attraversano la società e l’economia, sostenendo al contempo un percorso virtuoso di crescita digitale delle PA centrali e locali. È il momento di mettere a sistema i migliori risultati raggiunti finora perché tutti possano condividere i frutti di una PA digitale matura.
 

InfoCamere è la società delle Camere di Commercio italiane per i servizi digitali e l’innovazione. Per conto del Sistema Camerale ha realizzato e gestisce il Registro Imprese (riconosciuto dall’AGID banca dati di interesse nazionale) e tutte le banche dati delle Camere di Commercio.

Il Data Center di Padova è un vero e proprio Cloud in ambiente open di ultima generazione, tutti servizi della Server Farm di Padova sono erogati in architettura logica e fisica in alta affidabilità e continuità operativa.

Il Data Center è protetto con architetture di Continuous Availability e Disaster Recovery. Circa 100.000 controlli al giorno in un ambiente a forte automazione garantiscono 100 milioni di operazioni e ad ogni sito sono dedicate linee in fibra ottica Gigabit Ethernet ad alta affidabilità con doppio operatore.

La sicurezza fisica e logica dei siti è garantita da un presidio 24 ore su 24 con controlli perimetrali TVCC. Gli accessi sono controllati con lettori badge e dispositivi biometrici. Oltre 5.000 sensori per il controllo dei parametri fisici: temperatura, umidità, anti-intrusione, anti-incendio, stato alimentazione-condizionamento.

I Sistemi di protezione e conservazione dei dati sono conformi ai requisiti della Certificazione ISO/IEC 27001.

Efficienza, affidabilità e sostenibilità sono le direttrici che guidano lo sviluppo di tutte le attività di InfoCamere. Ne sono testimonianza diretta la certificazione ambientale ISO 14001/2015 e l’iscrizione al registro EMAS per le sedi di Padova, Roma e Milano.

Particolare attenzione anche alla cura ed al dialogo con il territorio con la realizzazione sulle facciate della sede di Padova di opere degli Street Artists Joyce ed AlessioB utilizzando anche innovative vernici ad alto potere di assorbimento di CO2.

Gli interventi “green” di innovazione tecnologica, quali Isole ad Alta Densità a corridoio caldo, impianto fotovoltaico di oltre 1.000 mq e gruppi frigo in free cooling ad altissima efficienza, consentono di ridurre i consumi abbattendo l’impatto sull’ambiente per l’equivalente di oltre 198 tonnellate di CO2 annui.

 

 

 
 
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InfoCamere incontra la street art

L’arte di strada, aperta a tutti, per condividere la nostra mission e la nostra visione
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